Ab Initio : Domus Libertas si racconta

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Colonne portanti

Non saremmo appassionati di storia se non trovassimo interessante il racconto del passato.

Senza scomodare incisioni e papiri, nella più pura tradizione orale, raccontiamoci un po’ le origini di Domus Libertas. Ab initio, appunto.

La storia di Domus Libertas è una storia d’amore. Amore fra due persone, amore per la cultura classica, amore per gli altri.

Partiamo da lontano: un ragazzo e una ragazza di due città diverse si incontrano a Venezia (città romantica per eccellenza) e scoprono di avere un sacco di cose in comune. A parte il fatto di chiamarsi Alessandro e Alessandra. Vivono distanti centinaia di chilometri, accumulano lunghe telefonate interurbane e noiose ore di treno per potersi vedere e sentire qualche ora, affrontano per anni una storia d’amore a distanza senza mai esaurire la voglia di stare insieme. Fino ad andare a vivere assieme a Bologna ed a sposarsi.

Fra i loro mille interessi comuni assume particolare rilevanza la voglia di giocare e stare con gli amici, e la passione per la storia. Alcuni accusano il Liceo Classico di avere creato questa passione in Alessandro, ma noi sappiamo che più che la scuola è sempre merito degli ottimi insegnati che riescono a trasmettere una emozione, oltre al sapere.

Le visite che i nostri due Alessandri fanno ai siti archeologici italiani e stranieri fanno sempre porre la stessa domanda: ma perché non c’è una ricostruzione in scala 1:1 che permetta di capire come era il sito, in modo da apprezzare ancora di più quello che è rimasto? Servirebbe un luogo dove vedere, nel loro contesto di utilizzo quotidiano, gli oggetti che si trovano nelle teche dei musei.

Fino alla frase “come sarebbe bello poter vivere e passeggiare in una Domus romana”!

Non è mai stato fatto da nessuno. Questo non vuol dire che non si possa fare. Basta avere una idea di cosa si vuole costruire, trovare un terreno su cui costruire la Domus, far approvare il progetto, mettere insieme tutte le nostre finanze e iniziare la costruzione. Perché no?

Il progetto è iniziato con un disegno su un foglio a quadretti. Una casa quadrata con un cortile in mezzo ed un atrio con impluvium. Anche se molto a spanne, una cosa è chiara: la casa non sarà molto piccola. Più il cortile interno è grande più la casa diventa enorme. E non si può fare un cortile interno troppo piccolo! Nemmeno le stanze possono essere minuscole, almeno non tutte. La casa deve essere abitabile: occorre quindi prevedere una serie di sgabuzzini per nascondere la tecnologia.

La casa deve rispettare i requisiti per poter essere riconosciuta subito come una domus romana: ci vogliono le fauces, l’atrio con impluvium, il triclinio, il tablino. Non devono mancare le camere da letto, i cubicola. Anche per amici che si volessero fermare a dormire. Occorre farla senza barriere architettoniche: un ingresso con una rampa, un ascensore nascosto!

Mentre pile di fogli a quadretti con diverse opzioni si ammucchiano, Alessandro e Alessandra cominciano a cercare il posto dove costruire la casa. Ma questo lo racconteremo un’altra volta…

Entra anche tu nella Storia di Domus Libertas. Il momento è ADESSO!

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e permettici di realizzare un altro giro di mattoni per Domus Libertas.

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