Domus Libertas – storia di un logo

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Logo

Quando parliamo di Domus Libertas parliamo di un progetto, di una associazione, di un cantiere in cui verrà creata una domus romana, e di un logo che riassume l’intero progetto.

Il logo identifica il sito, l’associazione, deve convogliare in una sola immagine un po’ tutto il progetto Domus Libertas.

Quando Alessandro e Alessandra hanno dovuto pensare al logo per prima cosa hanno dovuto chiarirsi le idee sul progetto. La ricostruzione di una domus romana del primo secolo dopo Cristo, che sia contemporaneamente abitabile ai giorni nostri ma visivamente impeccabile, è solo la partenza.

Il progetto Domus Libertas è fatto, soprattutto, dalle persone che ci hanno lavorato nella fasi iniziali del progetto e ci lavorano ancora, e continueranno a fare parte dell’associazione per vivere insieme la Domus.

Il centro del progetto Domus Libertas sono le persone: al centro del logo ci sono i profili di un uomo e di una donna. Guardano entrambi nella stessa direzione, perché il progetto riesce solo se i suoi membri sono coesi, tendono tutti al risultato che vogliamo raggiungere.

Il logo ha la forma tonda che associamo ad una moneta, o una medaglia. La riuscita del progetto comporterà un esborso economico, e sarà premio a sé stessa.

La scritta “Domus Libertas”, posta sotto le persone, che segue la forma tondeggiante del cerchio in cui sono iscritte, è nel carattere utilizzato dagli antichi romani per le loro lapidi commemorative.

L’uomo e la donna all’interno del logo sono circondati, come abbracciati, da rami di ulivo.

Con rami di olivo si intrecciano le corone per i cittadini illustri. Si intrecciano corone per gli sposi. La pianta di olivo è una pianta utile e sacra anche per la sua utilità. Con l’olio di oliva l’intero Impero Romano si alimentava, ungeva i lottatori, si illuminava.

Prove di Logo

L’ultima versione del logo non rende giustizia a tutte le precedenti idee che si sono alternate, sono piaciute con un se o con un ma.

La prima idea, fondamentalmente, era quella di inserire nel logo la casa, la Domus appunto. Ma la bellezza del progetto è che una Domus romana di duemila anni fa non è tanto diversa da un grosso casale di campagna attuale. Farla vedere dall’alto mostrava un quadrato con un buco in mezzo (l’hortus). Cubista.

Scartata l’immagine della Domus, sostituita dalla scritta, abbiamo esplorato alcuni elementi di una casa romana: un mosaico, magari a forma di cane (CAVE CANEM), un elemento ornamentale. Mancava ancora l’aggancio alle persone, che sono il vero fulcro del progetto.

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