Oggi come ieri, costruire una domus romana

0
498

La visita che il manipolo al lavoro sul progetto Domus Libertas ha compiuto a Pompei ed Ercolano è stata ricca di spunti utili per la continuazione dei lavori. Particolarmente interessante poter vedere da vicino le tecniche costruttive romane, osservandone gli elementi ancora riconoscibili nell’edilizia odierna, sotto la guida esperta di professionisti del settore edilizio e archeologico. Gabriele Barboni, titolare dell’impresa all’opera sulla Domus, è rimasto colpito dalla qualità degli edifici visitati: “Non è poi così diverso da come li facciamo oggi,” ha commentato con un sorriso, continuando: “Alcune delle soluzioni più all’avanguardia di oggi mostrano affinità sorprendenti con quelle di duemila anni fa; il punto è selezionare quelle giuste e metterle al servizio della domus.”

Barboni ha iniziato il lavoro abbattendo il rudere sulla cui pianta è ora in costruzione la domus. Grazie all’esperienza pluriennale e all’occhio tutto personale, il costruttore ha saputo riconoscere la qualità dei mattoni con cui il casolare, di per sé senza particolari pregi, era costruito. Realizzati a mano, uno diverso dall’altro per colore e dettagli, i mattoni risalgono probabilmente alla fine del Settecento e provengono da una fornace del bolognese. Barboni ha scelto di recuperarne il maggior numero possibile, pulendoli uno a uno e conservandoli in attesa di poterli ripristinare all’interno di Domus Libertas.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

3 × quattro =