La casa etrusca, antenata della casa romana

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Musica antica

La domus romana ha caratteristiche ben precise che la rendono indimenticabile anche al turista occasionale (la vasca per la raccolta dell’acqua piovana e il peristilio, solo per nominarne due). Ma qual è la storia di questa struttura la cui influenza è percepibile ancora oggi? La domus romana, antica di duemila anni, ha origini ancora più antiche.

La struttura della domus, pur ricca di variazioni sommatesi nel corso della lunga storia di Roma antica, è sicuramente stata influenzata dalle abituazioni di un altro popolo: gli etruschi. Nonostante le tipologie architettoniche domestiche presentino una certa variabilità (alcune case includevano spazi produttivi o commerciali), gli etruschi abitavano in case per molti versi simili alle dimore dei romani. L’esterno era spesso delimitato da canaletti di scolo – realizzati dall’accostamento dei muri perimetrali degli edifici vicini – che assicuravano lo smaltimento delle acque piovane permettendo di raccogliere gli scarichi delle case ed evitavano che quest’ultime avessero muri perimetrali in comune.

Più o meno al centro della facciata si apriva un corridoio che fungeva da ingresso – come le fauces romane – percorso in alcuni casi da una canaletta per il deflusso dell’acqua probabilmente ricoperta da grossi ciottoli. Percorrendo il corridoio si arrivava in un cortile lastricato da ciottoli che si può considerare come l’antenato dell’atrio delle domus romane. A livello del tetto, quattro falde convergenti verso l’interno della casa formavano un atrio con compluvium (gli stessi romani riconoscevano agli vicini etruschi l’invenzione del compluvium, un’importante fonte di illuminazione e di aerazione, che aveva inoltre la funzione di convogliare le acque piovane verso la canaletta sottostante).

Nel cortile di alcune case era presente anche un pozzo dotato di parapetto in terracotta – antenato dell’impluvium romano – di solito collocato sotto una delle falde del tetto per consentire agli abitanti della casa un buon approvvigionamento idrico. Il cortile centrale era circondato da ambienti che potevano avere funzione residenziale – per esempio dei cubicola – o di rappresentanza – come l’antenato del tablino romano, che si apriva sul cortile nel lato opposto rispetto all’ingresso e nel quale il padrone di casa accoglieva i suoi clientes. Alcune case presentano un cortile centrale cruciforme i cui bracci della croce sono formati, oltre che dal cortile e dal tablino, da altri due vani allineati e aperti sul cortile.

Come nelle case romane, anche nelle città etrusche molte abitazioni presentavano una compresenza di funzioni residenziali e funzioni produttive dovute alla presenza di botteghe o di officine situate nella parte della casa prospiciente alla strada, a ulteriore dimostrazione di come la casa etrusca si possa considerare un’antenata della casa romana e un’ulteriore conferma dell’impronta permanente che gli etruschi, conquistati eppure conquistatori, hanno lasciato nella cultura romana.

 

Di Camilla Rinaldi e Chiara Codecà

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