Le origini di Crevalcore

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Origini
Panaro, Crevalcore (Wikimedia Commons)

Terremare: le origini di un territorio

Nel territorio che corrisponde all’attuale Emilia sono stati ritrovati resti risalenti al Paleolitico superiore, circa 35000 anni fa. I primi insediamenti conosciuti di quelle che diventeranno le provincie di Bologna e Modena sono le cosiddette terremare, dei cui abitanti si conosce ancora poco se non che vivevano su palafitte, dediti all’agricoltura e alla pastorizia. Il termine terremare deriva da “tera marna” (in dialetto emiliano, “terra grassa”), a descrizione della terra scura e ricca che già allora caratterizzava la fertile Emilia. Le terramare vennero abbandonate circa 12,000 anni fa, per ragioni ancora sconosciute.

 

Gli Etruschi, popolo circondato di mistero

Dopo l’abbandono delle terremare, l’Emilia è rimasta scarsamente abitata per lunghi secoli. Tutto cambia verso il IX sec. a.C. con l’avvento della civiltà villanoviana (il nome deriva dal sito di Villanova di Castenaso, in provincia di Bologna) e più tardi degli Etruschi, popolo la cui origine rappresentava un mistero già per gli storici greci e romani. Linguisticamente isolati rispetto ai popoli vicini (che oggi chiameremmo indoeuropei), erano chiaramente estranei come parlata, cultura, e arte. Due erano (e sono ancora) le teorie principali sull’origine di quelli che i greci chiamavano Tyrrhenoi (originariamente “Tursenoi”), e che  chiamavano sé stessi Rasna (o più anticamente “T’rasena”): secondo Dionigi di Alicarnasso, le popolazioni etrusche erano abitanti autoctoni della regione che avevano resistito all’invasione dei popoli che saranno successivamente definiti “italici” come Osci, Umbri, e Latini; secondo Erodoto invece erano un genti straniere, provenienti dalle lontane sponde dell’Asia Minore. Evidenze genetiche, linguistiche, e culturali avallano ora l’una ora l’altra ipotesi, senza fare chiarezza su quello che rimane a tutt’oggi uno dei più affascinanti misteri dell’Italia pre-romana.

 

L’arrivo dei Celti

Attorno al 550 a.C. gli Etruschi fondarono in Emilia la città di Velzna, che poi i Romani chiameranno Felsina, e che noi oggi chiamiamo Bologna. Definita da Plinio il Vecchio “la più importante dell’Etruria”, da subito la città è un centro urbano organizzato e potente. La fine del dominio etrusco coincide con l’arrivo intorno al 350 a.C. dalla Gallia del popolo dei Boi, nel quadro della grande invasione dei Celti della penisola italica. I risvolti dell’avvicendamento sono ancora confusi, fatto sta che nel 250 a.C. la città era di fatto la capitale dei Boi nel nord Italia. Storia sostanzialmente simile ha avuto Mutina, odierna Modena, il cui nome deriva probabilmente dall’etrusco Mutna, “luogo rialzato”: centro villanoviano prima, poi città etrusca, in seguito caduta sotto l’influenza celtica.

In quello stesso periodo, si stavano affacciando sulla pianura padana le forze di una città in rapida ascesa e il cui nome avrebbe risuonato nel tempo: Roma.

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