Aprilis e i Veneralia

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Veneralia

I Veneralia erano una festa romana che veniva celebrata il 1 di Aprile e che era dedicata a Venere Verticordia e alla Fortuna Virile.

Il culto di Venere Verticordia fu costituito nel 220 a.C., poco dopo l’inizio della Seconda Guerra Punica, in seguito ad un responso dell’oracolo della Sibillina richiesto dai romani dopo la manifestazione di una serie di prodigi causati da una serie di reati sessuali avvenuti a Roma.

La sua statua fu dedicata da una giovane donna scelta come la più pudica tra le matrone romane e all’inizio fu probabilmente ospitata nel tempio di Fortuna Viriis fino a che, nel 114 a.c., non le fu dato un suo proprio tempio dove uomini e donne chiedevano alla dea aiuto per affari di cuore, sesso, tradimento e matrimonio.

Durante i Veneralia le donne si recavano al tempio di Venere e rimuovevano le collane d’oro dalla statua della divinità. Dopo le lavavano con acqua calda, le rimettevano le collane d’oro e le decoravano con rose. Successivamente si recavano ai bagni pubblici maschili coprendosi con schermi fatti di mirto in ricordo del mito in cui Venere, sorpresa nuda a fare il bagno da alcuni satiri, si coprì per sfuggire alla loro vista.

Nei bagni denudatesi offrivano a Fortuna Virile dell’incenso per ottenere la concessione di nascondere i propri difetti fisici agli uomini. Infine bevevano una bevanda composta da papavero macinato sciolto nel latte e addolcito con miele, la stessa bevanda che Venere aveva bevuto durante le sue nozze con Vulcano.

Tutta la cerimonia serviva a garantire alle devote bellezza, personalità e nobiltà.

[di Camilla Rinaldi]

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