Archeologia fuori dalla Domus: Veleia

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In Emilia Romagna, la regione in cui è situata Domus Libertas, esiste un piccolo e meraviglioso sito archeologico romano che vale la pena di visitare.

Il sito archeologico di Veleia (o Velleia) si trova nel comune di Lugagnano val d’Arda, a Val Chero in provincia di Piacenza, a 34 km dall’ ingresso autostradale di Fiorenzuola. 

La prima cosa che si nota sono le colline verdeggianti, che sono una caratteristica del territorio.

Grazie ai cartelli stradali che indicano la “Veleia romana” e ad un occhio di falco si può raggiungere il parcheggio del sito archeologico. Incidentalmente è anche il parcheggio della chiesa di Sant’Antonino Martire di Veleia.

Dal parcheggio, il sito archeologico è tutto in discesa; un po’ perché una volta parcheggiato non si può sbagliare, un po’ perché effettivamente si entra dagli scavi dal loro punto più alto!

Se non si fosse interessati alle rovine romane anche la chiesa, del XVI secolo ma un po’ rimaneggiata da restauri successivi, avrebbe il suo fascino, e merita comunque una visita.

Sotto la chiesa si trova parte della antica città romana, e probabilmente anche un antico edificio di culto, che è molto difficile scavare senza far franare la chiesa stessa.

Molti dei reperti ritrovati a Veleia sono custoditi nel museo archeologico di Parma, ma all’interno dell’area archeologica c’è un piccolo Antiquarium con alcuni piccoli oggetti originali, più disegni e ricostruzioni di statue e oggetti più grandi che sono conservati a Parma.

Passeggiare per le vie di Veleia riporta ad una piccola cittadina termale (le terme si trovano subito a sinistra dell’ingresso degli scavi) con negozi e case (sulle vie a destra) un Foro relativamente grande ottenuto terrazzando la collina (scendendo, passate case e terme). Prima del Foro ci sono i resti della Basilica, dove sono state trovate le statue marmoree della famiglia imperiale Giulio-Claudia che sono esposte al museo di Parma.

A Veleia fu ritrovata la tabula alimentaria traianea.  Era il decreto con cui l’imperatore Traiano istituì l’approvvigionamento gratuito per gli orfani privi di una propria fonte di sostentamento. Potremmo considerarlo uno dei primi servizi di assistenza sociale conosciuti.

Gli edifici scavati più di recente sono stati coperti da tettoie, mentre al di fuori del sito si trova la grande cisterna per l’acqua che nei tempi antichi era stata creduta un anfiteatro, e risistemata come tale. Incredibile come pochi secoli possono cambiare l’approccio archeologico!

Storia

Il nome di Veleia deriva da quello di una tribù ligure, i Veleiates o Eleates.

Ci troviamo nella Valle del Chero, fra colline verdeggianti a 460 metri sul livello del mare, in un’area soggetta a frane ma dotata di sorgenti di acque termali.

La posizione favorevole e le acque termali la resero molto gradita a vari consoli e proconsoli provenienti da Roma, che la utilizzarono come meta di villeggiatura.

La città di Veleia fu prospero municipio romano ed importante capoluogo amministrativo di una vasta area collinare e montana confinante tra Parma, Piacenza, Libarna (Serravalle Scrivia) e Lucca, fra la metà del I secolo a.C., quando fu dichiarata municipum, e il III secolo d.C.

Nel V secolo d.C., ormai in declino, fu presumibilmente abbandonata a causa di un evento franoso.

Proprio il fatto che Veleia rimase sepolta per secoli (il primo scavo archeologico fu del 1760) ne ha fatto una piccola Pompei del nord Italia, ma la sua fama resta circoscritta ed estranea al turismo di massa. Ed è un vero peccato, perché il sito merita una visita!

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