Martius e i Liberalia

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Liberalia

I Liberalia erano una  festa romana in onore di Liber pater e della consorte Libera che si tenevano il 17 di Marzo.

Durante queste feste i ragazzi che avevano compiuto sedici anni festeggiavano il passaggio dallo stato di puer a quello di adulto e il conseguimento di tutti i diritti e i doveri di un cittadino romano.

Il rito di passaggio dei Liberalia si svolgeva in varie fasi: prima di tutto il giovane  deponeva sull’altare dei Lari la propria bulla (una collana d’oro o in cuoio che veniva data agli infanti per proteggerli dagli spiriti malvagi) e la barba ottenuta dalla prima rasatura. Le madri spesso recuperavano le bulla gettate e le conservavano per usarle in futuro, nel caso il figlio arrivasse ad ottenere alte onorificenze e trionfi, sfoggiandole per scacciare ogni male potesse essere augurato al figlio da persone invidiose.

Il ragazzo poi abbandonava la toga praetexta e gli veniva consegnata la toga virile che cambiava a seconda del rango (se di famiglia senatoria aveva una striscia di porpora più larga detta laticlavia, se di famiglia equestre una striscia più stretta, angusticlavia, altrimenti era a tinta unita). La famiglia poi consumava la colazione sull’orlo della strada. Consumata la colazione i padri dei giovani li portavano al foro e li presentavano come adulti e cittadini. I giovani ottenevano così pieno potere sulle loro proprietà e cessava la tutela a cui erano stati sottoposti fino a quel momento. I nuovi cittadini erano anche liberi di contrarre matrimoni da quel momento in poi.

Nel tempo la festa ebbe un’evoluzione ed incluse maggiormente la dea Libera: sacerdoti e sacerdotesse degli dei Liber e Libera, adornati con ghirlande di edera, vendevano per le strade della città vino, miele, torte e cibi dolci. Con se avevano anche un altare con al cento del quale c’era un piccolo braciere nel quale venivano bruciate come sacrifici parte delle vivande che i fedeli compravano dai sacerdoti. Poi si formava per le strade una processione davanti ad un fallo posto in cima ad una pertica che al termine della cerimonia veniva ricoperto dalla matrona più virtuosa.

[di Camilla Rinaldi]

Un rito altrettanto importante è quello dell’iscrizione all’Associazione Domus Libertas: non scordare!

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