October e l’October Equus

0
108
October Equus

L’October Equus, “il cavallo di Ottobre”, era un sacrificio rituale in onore di Marte che si svolgeva il 15 Ottobre in coincidenza con la fine della stagione agricola e delle attività militari. Il rito era inserito in una delle tre festività in onore di Marte basate su corse di cavalli (le altre due erano le Equirria che si tenevano il 27 Febbrario e il 14 Marzo). Al termine della corsa con le bighe che si svolgeva nel Campo Marzio veniva sacrificato il il cavallo di destra della biga vincente trafiggendolo con una lancia detta flamine marziale. La testa e la coda de cavallo venivano poi tagliate e utilizzate nelle fasi successive della cerimonia: la testa veniva contesa da due quartieri che mettevano in scena una lotta per il diritto a mostrare la testa, la coda veniva portata alla Regia per alimentare il sacro fuoco di Roma.

L’October Equus è l’unico esempio di sacrificio di un cavallo in tutta la religione romana, in quanto i romani tipicamente sacrificavano animali che facevano parte della loro dieta come buoi, maiali e pecore.

Troviamo una descrizione della cerimonia in un passo del grammatico Festo che dice:

<< il cavallo di Ottobre è chiamato così dal sacrificio in onore di Marte che annualmente si effettua in Campo Marzio nel mese di Ottobre. Esso è il cavallo di destra della squadra vincitrice nelle corse delle bighe. La consueta competizione per la sua testa tra i residenti della Suburra e quelli della Via Sacra non era un affare banale; la seconda l’avrebbe appesa alle pareti della Regia, la prima alla Torre Mamilia. La sua coda era trasportata alla Regia in maniera sufficientemente rapida che il sangue che ne usciva poteva essere sgocciolato sul fuoco per farlo diventare parte del rito sacro.>>

Si discute se la natura del rito sia da legare al mondo rurale o a quello marziale. A tal proposito l’antiquario augusteo Verrio Flacco aggiunge che la testa del cavallo era adornata con pane e osserva come il rituale fosse compiuto ob frugum eventum ovvero in ringraziamento per il completamento del raccolto o per il conseguimento di un buon prossimo raccolto, ma aggiunge anche che il sacrificio si svolgeva al tempo del ritorno dell’esercito e che il cavallo era un animale legato alla guerra e non all’agricoltura.

Anche il fatto che il rito si svolgesse nel Campo Marzio, quindi all’esterno del pomerium, per qualche studioso si può legare al carattere marziale del rito mentre altri sostengono che sia da legare all’extraurbanità del mondo rurale.

Questa polivalenza del rito è caratteristica di Marte che per i romani spargeva guerra e sangue così come propiziava la fertilità e l’agricoltura.

[di Camilla Rinaldi]

Un atto che concilia guerra e pace è senz’altro l’iscrizione all’Associazione Domus Libertas: iscriviti subito!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

15 − 6 =