Pompei e le meraviglie dello scavo in Regio V

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Regio V
Fonte: ANSA

Fra le sorprese dei tre chilometri di scavo di consolidamento che si stanno effettuando a Pompei spicca con prepotenza un bell’ambiente in Regio V, portato alla luce ad ottobre 2018.

Si tratta di una grande stanza adibita a larario, di quattro metri per cinque, con una edicola incassata nella parete ed affreschi vivaci ed intensi. La stanza fa parte di un’abitazione già in parte scavata agli inizi del Novecento vicino a Porta Vesuvio, soprannominata con estrema poesia la “Casa del Giardino incantato”.

La scoperta è avvenuta nel corso dei lavori di consolidamento dei fronti di scavo, denominati Grande Progetto Pompei, per la manutenzione e messa in sicurezza delle aree già scavate a ridosso della zona ancora non scavata. L’intento è di ridurre il peso del terreno sulle aree già scavate per non rischiare ulteriori crolli, e come effetto collaterale ha portato alla scoperta di ambienti intatti con “stupende decorazioni”, parola del direttore generale Massimo Osanna.

Torniamo al larario della Casa del Giardino incantato in Regio V, con ingresso dal vicolo di Marco Lucrezio Frontone.

Probabilmente è il più grande larario mai scoperto a Pompei. La stanza ha una vasca con i bordi colorati circondata da un giardinetto al centro. La grande edicola decorata ed affrescata si trova su una parete che, come le altre della stanza, è ricca di colori ed immagini.

I Lari sono affrescati ai lati dell’edicola, e anche la parete su cui si trova comprende  affreschi che richiamano il culto dei Lari. Nell’affresco sotto il larario troviamo due serpenti agatodemoni, del buon augurio, che si rivolgono all’ara con sopra le offerte: due uova, una pigna, fichi, datteri. Gli scavi hanno portato alla luce, sul pavimento di fronte all’edicola, una lucerna in bronzo e un’arula in terracotta dove bruciare le offerte, con ancora dentro i resti carbonizzati dell’ultimo sacrificio.

Sulle altre pareti della stanza troviamo piante e uccelli in volo, un pavone in mezzo alle piante, una scena di caccia con fiere di colore chiaro che lottano con un cinghiale nero, un uomo con testa di cane, un pozzo, la vasca colorata. Le foto pubblicate dall’agenzia ANSA probabilmente non rendono giustizia a quanto lo scavo in Regio V sta svelando.

 

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